Conservative Blog

martedì 1 dicembre 2009


Blog in fase di aggiornamento.

martedì 20 gennaio 2009

giovedì 4 dicembre 2008

Report: Israel Preparing to Strike Iran Without U.S. Consent

Israel is drawing up plans to attack Iran's nuclear facilities and is prepared to launch a strike without backing from the U.S., an Israeli newspaper reported Thursday.

Officials in the Israeli Defence Ministry told The Jerusalem Post that while they prefer to act in consultation with the U.S., they are preparing plans that would allow them to act alone.

"It is always better to coordinate," a senior Defence Ministry official told the newspaper. "But we are also preparing options that do not include coordination."

It would be difficult, but not impossible, to launch a strike against Iran without permission from the U.S., as the American Air Force controls the Iraqi airspace Israel's jets would have to enter on a bombing mission.

"There are a wide range of risks one takes when embarking on such an operation," a senior Israeli official told the Post.

Iran, the world's fourth-largest crude oil producer, maintains that its uranium enrichment activities are aimed at making fuel for a network of planned electricity-generating nuclear power plants and not for developing weapons.

However Israel intelligence sources say Iran has sufficient nuclear material to make an atomic bomb.

Last month, amid mounting fears in Israel that the U.S. was doing nothing to prevent Iran from becoming a nuclear power, Ehud Olmert, Israel's Prime Minister, warned President Bush the last chance of destroying Tehran’s nuclear bomb-making program was passing.

Iran dismisses the possibility of an Israeli strike.

"We think that regional and international developments and the complicated situation faced by Israel itself will not allow it to launch military strikes against other countries," Iranian Foreign Ministry spokesman Hassan Qashqavi said, according to the Press TV Web site.

"Israel makes threats to promote its psychological and media warfare," Qashqavi said.

A report, published in September in Britain's Guardian newspaper, claimed that Isreali Prime Minister Ehud Olmert requested a green light to attack Iran in May but was refused by Bush.

Foxnews.

mercoledì 5 novembre 2008

Vince Obama, e sarà un guerrafondaio

Scrivo alle 19 di martedì, ma so già che solo un miracolo -o sondaggi incredibilmente sballati- cambierà l'esito scontato di queste elezioni.
Vince Obama, dunque ed è un cambiamento storico per gli Stati Uniti. Inutile spiegare perché. Vince un nero nel paese che ridusse in schiavitù milioni di africani e su questa schiavitù innestò la sua potenza. Vince un outsider che ha sconfitto l'apparato del partito Democratico, dando una scossa definitiva ad una intera classe politica troppo arruginita. Vince un uomo dalla fede profonda e consolida un egemonia culturale di una grande nazione che non è cresciuta ''contro'' le chiese -come accadde a tutte le nazioni europee- ma ''assieme'' alle Chiese, sin dall'epoca dei padri Pellegrini.
Enorme sarà dunque l'impatto della presidenza Obama sulla società americana. Ma non sarà così nel mondo. La presidenza Obama sarà molto più omogenea a quella di Bush di quanto non si pensi -o si speri- nel vecchio continente. Sarà una politica di potenza, che non diprezzerà le scelte unilaterali (Clinton bombardò per una settimana Baghdad e Khartum dall'oggi al domani nel 1998)e che sarà cpstretta ad usare il braccio di ferro contro l'Iran e contro il terrorismo islamico, in modo non dissimile da quanto fatto da Bush. Lo stesso Obama ha detto di essere pronto ad una azione militare unilaterale degli Usa nel caso -per nulla remoto- che la bomba atomica del Pakistan rischi di cadere sotto controllo di quella parte -assolutamente non marginale- dei vertici militari di Islamabad che tresca con i Talebani. Qui è il punto. Obama arriverà a momenti di guerra male, si impegolerà in trattative senza condizioni con gli ayatollah (e con Hamas e Hezbollah e Siria), che finiranno male, perché la divergenza con loro è strategica, non ricomponibile. Ma quando le trattative falliranno, e falliranno, Obama reagirà male, perché non ha elaborato una strategia del confronto, ma solo una strategia del dialogo. Sarà, insomma, una replica, una pessima replica, di quell'Jimmy Carter che ha con Obama molti e pesimi punti di contatto. Quel Carter che fece della difesa dei diritti umani la sua bandiera e che riuscì nel suo mandato a fare di tutto per consegnare l'Iran a Khomeini e a permettere a Breznev di invadere -assolutamente indisturbato- l'Afghanistan.
Obama è in pieno nella tradizione amerciana che vede tutte le guerre, a partire da quella con la Spagna per Cuba, iniziate da presidenti democratici (ricordate la Corea? e il Vietnam?) e chiuse da presidenti repubblicani. Unica eccezione i due Bush, che però hannoa aperto e chiuso la guerra con Saddam nel 1990 (guerra multilaterale come poche, a fianco della Lega Araba!) e quella con l'Iraq. Unica guerra aperta e non ancora chiusa quella contro Osama bin Laden e i Talebani in Afghanistan che ha una speranza di soluzione solo in quella esportazione del surge di Petraeus, che ha vinto in Iraq e contro cui però, il senatore Obama ha votato contro al Senato.
Insomma, la presidenza oBama sarà un brutto incubo per i seguaci di Walter Veltroni, che nell'arco di un anno si accorgeranno di avere tifato per un presidente americano bellicista come tutti i presidenti amerciani. Anzi, più bellicista di Jhon Mc Cain.

CARLO PANELLA

Thank you John!



A Real American Hero!!!

martedì 4 novembre 2008

giovedì 11 settembre 2008

martedì 9 settembre 2008

Obama il musulmano


NEW YORK - Alla fine lo scivolone è arrivato. Dopo le accuse e i pettegolezzi messi in giro dai suoi oppositori, Barack Obama è inciampato in una gaffe abbastanza clamorosa in tv. Intervistato sull'ABC, in 'This Week', con George Stephanopoulos, il candidato democratico alla Casa Bianca voleva sfatare proprio i 'rumor', secondo cui sarebbe di fede musulmana. E puntando il dito contro i repubblicani, che «tirano il sasso e nascondono la mano» aizzando le voci, ha detto proprio la frase che non avrebbe mai voluto pronunciare: «La mia fede musulmana». Immediata la correzione, «la mia fede cristiana». Ma intanto la gaffe è già diventata un tormentone

SONDAGGI - Semplice incidente o segnale di un nervosismo crescente? Difficile dirlo. Di certo c'è che la convention repubblicana ha fatto da propulsore per il senatore dell’Arizona John McCain, rivale di Obama nella corsa alla Casa Bianca, che è riuscito a superare il democratico, invertendo una tendenza che lo vedeva da mesi in svantaggio più o meno ampio. Per Usa/Today Gallup McCain stacca Obama di dieci punti tra gli elettori non registrati, mentre la media dei sondaggi, che la settimana scorsa dava il senatore dell’Illinois avanti di oltre 6 punti, ora vede in testa il veterano del Vietnam di un punto. Il sondaggio condotto da Usa Today/Gallup suggerisce che McCain è avanti di dieci punti, con il 54% delle preferenze contro il 44% dell’avversario, tra gli elettori non registrati ma che sembrano intenzionati ad andare a votare, mentre tra gli elettori registrati il senatore dell'Arizona è in vantaggio di quattro punti, con il 50% delle preferenze al 46 per cento.

Corriere della Sera

lunedì 8 settembre 2008

venerdì 5 settembre 2008

lunedì 14 aprile 2008

venerdì 11 aprile 2008

McCain Girls

Ecco la risposta Repubblicana al video delle "Obama Girls"

mercoledì 5 marzo 2008

I servizi segreti Usa: nel 2009 l'Iran avrà l'atomica


Se ci fosse una classifica delle più recenti "notizie che non escono", quella che stiamo per darvi finirebbe in testa. Nel disinteresse generale, il direttore supremo dell'in telligence americana, Michael McConnell, si è infatti clamorosamente rimangiato il tranquillizzante rapporto (o Nie) sulla retromarcia degli iraniani nella corsa all'atomica, che lui stesso aveva diffuso a inizio dicembre. Arrivando persino a indicare una data per la prima bomba degli ayatollah: inverno 2009. Lo ha fatto il 5 febbraio scorso illustrando a porte chiuse davanti alla Commissione per l'intelligence del senato il "Threat assessment 2008", ossia il consueto resoconto annuale sulle minacce alla sicurezza nazionale delle 16 agenzie che raggruppano i servizi segreti Usa. Un'analisi coordinata e firmata sempre da McConnell, che ora è anche consultabile all'indirizzo governativo intelligence.senate.gov.
Libero

E John Mccain sia!


John Mccain l'eroe di guerra ha conquistato la candidatura Repubblicana per la corsa alla Casa Bianca, aggiudicandosi il poker di Stati in palio ieri Texas,Ohio,Rhode Island,Vermont.
"E' stato un esercizio di umiltà, ma la vera battaglia deve ancora venire", ha detto a Dallas il senatore dell'Arizona che si prepara a 72 anni alla sfida per la conquista della Casa Bianca nel novembre 2008.
Il presidente George W. Bush ha deciso di dargli l'appoggio oggi in una cerimonia alla Casa Bianca dopo che McCain ha superato il numero magico dei 1.191 delegati necessari per la nomination. Bush finora era rimasto in panchina anche se suo padre, l'ex presidente George H. W. Bush, aveva appoggiato McCain.
In campo Democratico i giochi si sono riaperti visto che Hillary Clinton ha battuto Barack Obama in Texas e in Ohio, e ora l'ex First Lady ha detto di andare fino in fondo per vincere la nomination.

giovedì 21 febbraio 2008

Navy Missile Hits Decaying Satellite Over Pacific Ocean



WASHINGTON, Feb. 20, 2008 – A network of land-, air-, sea- and spaced-based sensors confirms that the U.S. military intercepted a non-functioning National Reconnaissance Office satellite which was in its final orbits before entering the earth's atmosphere, defense officials announced in a press release.
At approximately 10:26 p.m. EST today, a U.S. Navy AEGIS warship, the USS Lake Erie (CG-70), fired a single modified tactical Standard Missile-3 (SM-3) hitting the satellite approximately 247 kilometers (133 nautical miles) over the Pacific Ocean as it traveled in space at more than 17,000 mph. USS Decatur (DDG-73) and USS Russell (DDG-59) were also part of the task force.
The objective was to rupture the fuel tank to dissipate the approximately 1,000 pounds (453 kg) of hydrazine, a hazardous fuel which could pose a danger to people on earth, before it entered into earth's atmosphere. Confirmation that the fuel tank has been fragmented should be available within 24 hours.
Due to the relatively low altitude of the satellite at the time of the engagement, debris will begin to re-enter the earth’s atmosphere immediately. Nearly all of the debris will burn up on reentry within 24-48 hours and the remaining debris should re-enter within 40 days.
DoD will conduct a press briefing at 7 a.m. EST to provide further information related to the operation. The briefing can be viewed live on www.Defenselink.com through the Pentagon Channel.

martedì 19 febbraio 2008

Finita l'era di un dittatore


Fidel Castro lascia il potere e nella speranza che Cuba e il suo popolo possa conoscere la democrazia negata dal dittatore.

martedì 5 febbraio 2008

Il Giorno della verita'


Oggi martedi 5 febbraio sara' il giorno della verita' negli Stati Uniti per la corsa alla Casa Bianca, infatti oggi e' in programma il Super Tuesday dove si votera' in 20 stati per scegliere il candidato democratico e repubblicano che si scontreranno il 4 novembre per la presidenza.
Se sul versante repubblicano e' nettamente favorito l'eroe di guerra John Mccain su Mitt Romney, in casa democratica continua il testa a testa fra Hilary Clinton e Barack Obama che in queste ore sono stati impegnati in un touer de force per conquistare gli ultimi indecisi.
Quindi non ci resta che aspettare e goderci lo spettacolo!!

martedì 29 gennaio 2008

President Bush Delivers State of the Union Address


Ultimo discorso del Presidente George W. Bush sullo stato dell'unione al congresso americano, il Presidente ha dichiarato che l'America non e' in recessione e sapra' superare questo momento, per quanto riguarda la lotta al terrorismo moltissimi obbiettivi sono stati raggiunti ma ancora bisogna rimanere all'offensiva per difendere democrazia e liberta'!
http://www.whitehouse.gov/news/releases/2008/01/20080128-13.html

domenica 27 gennaio 2008

We will not forget


Non dobbiamo assolutamente dimenticare, anzi deve essere un impegno a ricordare quello che e' stata la piu' grande tragedia dell'umanita', che ha segnato l'intera esistenza mondiale, e per questo si deve esseri uniti e fermi nell' impedire che cose del genere non accadano piu'.
Anche se questo vuol dire usare mezzi estremi come interventi militari per combattere ogni forma di terrorismo e minaccia, e soprattutto isolare quei personaggi come Ahmadinejad, che ha negato l'esistenza dell'olocausto e dichiarato di cancellare Israele dalle carte geografiche.